Addio Ubuntu One

logo-ubuntuSiamo arrivati, purtroppo, alla fine di Ubuntu One, il servizio di Cloud Storaging targato Canonical. I motivi sono vari, più o meno condivisibili, sicuramente comprensibili. Fatto sta che dovremo farne a meno e già si è cominciato a correre ai ripari.

Per la verità tempo ce n’è e molto. L’avviso di chiusura è arrivato in questi giorni, dopo ripetuti annunci sul web; ma il servizio terminerà il 1° Giugno e ci sarà tempo fino al 31 Luglio per spostare i dati che abbiamo sul nostro cloud prima della loro definitiva cancellazione. Inoltre tutte le quote di abbonamento di cui non abbiamo usufruito ci verranno restituite, calcolando il periodo per la restituzione a partire da questi giorni, dall’arrivo dell’annuncio ufficiale via mail.

Con questa dimostrazione di serietà e professionalità, che Canonical ha sempre dimostrato anche in caso di problemi (io, ad esempio, ho avuto la necessità di recuperare file corrotti: il supporto è stato rapido, efficace e il tecnico estremamente gentile).

Ma perché lasciare un servizio che, in fondo, non era male? Certo, mancavano i client ufficiali per tutte le distribuzioni GNU/Linux eccettuata Ubuntu, ma c’erano per gli altri sistemi operativi; certo, l’interfaccia web mancava di alcune funzioni, in particolar modo per le cartelle, ma era pulita, in perfetto stile Ubuntu; certo non c’era modo, come ad esempio in Dropbox, di aumentare lo spazio gratuito a nostra disposizione, ma la base di partenza erano 5Gb, non 2. In sostanza, almeno per la mia esperienza, il servizio non era male.

Il problema è che Canonical non si sentiva competitiva nel mercato Cloud e non ha soldi da investire in questo campo: la precedenza è data al progetto visionario di Mark Shuttleworth, che riguarda la ormai celebre convergenza dei desktop tra i vari dispositivi. Devo dire che sono piuttosto curioso di vedere il risultato e attendo con ansia di mettere le mani su un tablet targato Ubuntu!

Per chi non lo avesse ricevuto, ecco parte del messaggio in cui Canonical spiega le sue ragioni, ringraziando del sostegno:

We know you have come to rely on Ubuntu One, and we apologise for the
inconvenience this closure may cause.  We’ve always been inspired by the
support, feedback and enthusiasm of our users and want to thank you for
the support you’ve shown for Ubuntu One. We hope that you’ll continue to
support us as together we bring a revolutionary experience to new devices.

Aggiungo una personale traduzione:

Sappiamo che hai iniziato a contare su Ubuntu One e ci scusiamo per il disagio che la sua chiusura potrebbe causare. Siamo sempre stati sostenuti dal sostegno, dai feedback e dall’entusiasmo dei nostri utenti e vogliamo ringraziarti per il sostegno che hai dimostrato ad Ubuntu One. Speriamo che continuerai a sostenerci nel portare con noi una rivoluzionaria esperienza nei nuovi dispositivi.

P.S.: Della prossima chiusura di Ubuntu One ha risentito anche questo sito, che per alcuni contenuti si appoggiava allo spazio fornito da Canonical. Per evitare di ricordarmi dei miei file quando ormai era troppo tardi ho preferito spostarli alla prima occasione. Così alcune pagine (come ad esempio quella sulla musica rinascimentale) sono state aggiornate con lo spostamento dei file.