Linux

Parlare del Software Libero, e in particolare dei sistemi GNU/Linux (O Linux semplicemente, per noi pigri), è una cosa che personalmente faccio piuttosto volentieri e spesso. Se lanciate un occhio anche alla Tweet Line qui di fianco potrete vedere che molti dei tweet che mando sono relativi al software libero, nelle sue molte forme. Ma cominciamo a vedere qualcosa.

Perché GNU e Linux

GNU è il Sistema Operativo creato dalla Free Software Foundation su impulso di Richard M. Stallman. Non mi dilungo troppo su storie o spiegazioni, specie su quella straordinaria persona che è Mr. Stallman, dato che potete facilmente trovarle su Wikipedia.

Stallmanfsf

Fatto sta che, giunto quasi alla fine dello sviluppo del sistema, mancava il kernel. Le discussioni sul tema si erano sprecate, tra chi si batteva per il kernel monolitico e chi per il microkernel, ciascuno con le sue buone ragioni. La creazione del microkernel per GNU aveva ritardato tutto il processo di ultimazione del Sistema Operativo quando, da una camera di Helsinki uno “studentello” di informatica se ne esce con un piccolo progetto: un kernel monolitico, non così professionale come GNU (dice lui), a cui da il nome di Linux.Lo studentello in questione è Linus Torvalds

Torvalds

Il sistema GNU/Linux è cresciuto in più di vent’anni ed oggi abbiamo più di un centinaio di distribuzioni diverse del sistema, ciascuna con piccole o grandi differenze dalle altre, con pregi, vantaggi e difetti. (Per info Distrowatch)

Questo è, sinteticamente, il motivo per cui GNU e Linux non sono scindibili, perché parti della stessa cosa. Ciò non toglie che noi pigri, per risparmiare spazio e caratteri (la tastiera si usura!), accorciamo la storia, risparmiandoci di premere ben quattro (4!) tasti.

GNULinux

Perché ho scelto il software libero

Il mio avvicinamento al mondo del software libero è avvenuto per gradi, grazie a distribuzioni “user friendly” come Kubuntu ed Ubuntu. Ho scelto il software libero per la libertà; che mi concede. Sarà lapalissiano, forse; ma senza dubbio è vero. Con il software libero posso scegliere cosa installare, come farlo, posso decidere se pagare o meno per un applicativo, a seconda dell’uso più o meno professionale che devo farne: tutto senza rinunciare alla qualità. Il modello di sviluppo cooperativo del software libero, infatti, permette di ottenere risultati eccellenti. Ad esso contribuiscono infatti sia sviluppatori pagati (dipendenti di varie aziende come Red Hat, Canonical, Intel, Samsung e via di questo passo), sia sviluppatori volontari; molte teste contribuiscono a questo sviluppo, migliorando il controllo, aumentando il numero di idee (e, talvolta, anche la difficoltà a conciliarle tutte insieme).

Con il software libero le possibilità di personalizzazione sono infinite: dai colori alle forme, dalle decorazioni delle finestre ai pannelli dello schermo: posso averli o non averli, decorarli come più mi piace e aggiungerci pulsanti e funzioni varie. Posso scegliere un desktop più performante, ricco di funzioni, bello da vedere, ma anche oneroso dal punto di vista delle risorse del pc; oppure un sistema minimale, senza troppi fronzoli o “ninnoli” grafici, con cui però riesco ad usare un pc che non ha delle caratteristiche da ultimo modello, recuperando così una macchina di dieci anni fa (Sì, è possibile!!).

Quattro sono le libertà fondamentali che deve avere un software:

  • Libertà 0: Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo.
  • Libertà 1: Libertà di studiare il programma e modificarlo.
  • Libertà 2: Libertà di ridistribuire copie del programma in modo da aiutare il prossimo.
  • Libertà 3: Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio

Il fatto che il software rispetti queste libertà è per me una garanzia che sia sicuro (molte persone lo controllano), libero adesso e per sempre (grazie alle licenze con cui è distribuito), funzionale (in molti hanno contribuito al suo sviluppo). Non mi sembrano cose banali!

Ah, una piccola precisazione a margine: se non si era colto tra le righe, libero non vuol dire solo gratis. Gli inglesi, per dirimere questo dubbio, usano l’espressione “Free as in free speach, not as in free beer”. Non facciamo confusione!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


*