Ubuntu

Tra le tansissime distribuzioni a disposizione degli utenti GNU/Linux, quella che ha visto il mio esordio nel mondo del Software Libero è stata una vecchia versione di Kubuntu, una variante di Ubuntu. Ubuntu è una versione di GNU/Linux pensata appositamente per gli utenti un po’ più impacciati con installazioni testuali, righe di codice, partizionamento del disco e cose simili. Non è l’unica distribuzione di questo genere, ma per la sua diffusione, per la nutrita comunità e per il modo in cui è costruita, solitamente viene consigliata a chi muove i primi passi con lo GNU ed il Pinguino (cfr. Linux se non capite che c’entrano questi animali).

Sul passaggio a GNU/Linux vi invito a guardare questi due brevi video di Christian Biasco, molto divertenti e ben fatti; i concetti generali che esprime sono ancora validi, anche se è passato ormai qualche anno da quando sono stati girati. Naturalmente in questi anni è anche migliorata la grafica di Ubuntu, quella che vedrete nei video è sorpassata…anche se personalmente ci sono affezionato, dato che è, quella con cui ho iniziato (adoro il “colore cacchetta”).


Lasciando da parte le funzionalità, la comodità, la completezza e la rapidità del sistema, che potrete provare con le vostre mani (basta chiedere, poi metto qualche link), io ho scelto di usare per più di qualche anno questa distribuzione per la filosofia che ci sta dietro. Solitamente la uso di tanto in tanto, assieme ad altre distribuzioni, come Fedora, Debian e Arch Linux.

La filosofia di Ubuntu

La parola Ubuntu deriva da un concetto Zulu utilizzato nell’Africa Sub-Sahariana: Umuntu ngumuntu ngabantu, “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”, altrimenti tradotta anche come “Umanità verso gli altri”.

Se ben ci pensate questo concetto si adatta splendidamente al modello di sviluppo e condivisione delle conoscenze tipici del software libero; senza contare che è un principio cardine del metodo scientifico come lo conosciamo noi, lo stesso che ci ha permesso di ottenere vantaggi enormi in termini di conoscenze e tecnologie. Perché non applicarlo anche al software?

Per rendere possibile tutto questo, Ubuntu è sviluppata da Canonical (una società sudafricana) e dalla Comunità con l’intento di essere adatta a tutti, rispettando i principi del software libero. Il motto di Ubuntu è “Linux for human beings“. L’ingresso di Ubuntu nel panorama delle distribuzioni GNU/Linux ha dato un ulteriore impulso alla semplificazione del sistema, dall’installazione alla gestione quotidiana, contribuendo con la creazione di molti pacchetti e applicativi, grazie anche all’entusiasmo che ha saputo catalizzare attorno alla propria comunità

Riferimenti e link

Non voglio dilungarmi oltre, quindi concludo rapidamente. Sul sito ubuntu-it.org troverete molte informazioni utili, sia sul sistema che sulla comunità. Nella pagina dei download potrete scaricare le immagini per l’installazione del sistema, sia dell’ ultima versione disponibile, sia dell’ultima versione a “supporto lungo”, che viene supportata per un tempo maggiore ed è teoricamente più stabile delle versioni “normali” (che sono ugualmente molto molto stabili).

Per un supporto attivo potete scrivere direttamente sul sito di cui vi ho segnalato il link, chiedendo nel forum o nella chat da poco implementata. Potete trovare anche la comunità molto attiva sui principali social network (Facebook, Google+,… cercate ubuntu-it). Se volete un supporto più immediato e più vicino a voi, su lugmap.linux.it troverete una mappa di tutti i LUG (Linux User Group) italiani e potrete trovare i contatti di quello a voi più vicino. Senza dubbio dagli appassionati troverete informazioni e soluzioni utili.

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